In uno scenario complesso per plurimi fattori, l’export e le nuove abitudini di consumo instillano ottimismo nel settore. Le parole di AssoDistil
Sandro Cobror, Direttore di AssoDistil, traccia un quadro dell’attualità e delle prospettive dei distillati italiani in uno scenario complesso che ma che offre spunti e prospettive interessanti e stimolanti per l’intero settore.Come sta andando l’export dei distillati italiani e quali mercati hanno maggiore potenziale?
“Il 2024 è stato un anno complesso per il settore distillatorio, tra calo dei consumi interni, incertezze globali e nuovi dazi. Tuttavia, grazie alla promozione internazionale, l’export italiano è cresciuto: in dieci anni è triplicato, raggiungendo 1,8 miliardi di euro. Nel 2024 l’aumento è stato del 5% e il primo trimestre 2025 conferma il trend con +3%. L’Europa è la principale destinazione (Germania e Francia), seguita dagli USA (15%). Cresce l’interesse per America Latina, Cina e Brasile”.
Quali sono oggi i principali rischi per il settore?
“Il settore affronta rischi culturali, economici e geopolitici. Cresce la critica verso l’alcol, con rischio di demonizzazione anche per consumi moderati. Tuttavia, il consumo consapevole è parte della dieta mediterranea e della longevità italiana. Sul piano economico pesano costi energetici e tensioni commerciali: dazi Usa e azioni antidumping cinesi minacciano l’export. Emergono nuove tendenze: prodotti low-alcol e Ready To Drink, cresciuti del 34,2% in 5 anni. I distillatori italiani si trovano oggi in una situazione di equilibrio delicato: il futuro del settore dipenderà dalla capacità di innovare senza snaturare la tradizione e di raccontare al mondo — ancora una volta — l’unicità e la qualità del made in Italy”.
Quali azioni sta portando avanti AssoDistil per supportare i produttori?
“AssoDistil” promuove numerose iniziative a sostegno dei propri soci e per favorire la conoscenza consapevole dei distillati, anche con la collaborazione con il Consorzio Nazionale Grappa. L’altro fronte fondamentale è il sostegno all’internazionalizzazione favorendo l’apertura di nuove destinazioni e il consolidamento di quelle già esistenti, anche in collaborazione con Ice. Da oltre otto anni investiamo con fondi Ue per promuovere Grappa e Brandy in Usa e Cina (ad oggi già 8 milioni di euro investiti a favore di Grappa e Brandy italiani). Sul fronte formativo e culturale stiamo rafforzando collaborazioni con scuole di bartender e operatori mixology. Infine, sviluppiamo sinergie con il terzo settore e università per progetti sociali e osservatori di mercato, offrendo strumenti concreti per affrontare le sfide future. Tutte queste attività permettono di monitorare in modo puntuale le dinamiche di mercato, fornendo al comparto strumenti concreti per affrontare con competenza le sfide future”.
