Un packaging capace di unire tradizione e innovazione, ricercato dalle piccole distillerie

La bottiglia del farmacista è un packaging capace di unire innovazione e tradizione, con la possibilità di numerose personalizzazioni
Se nel mondo degli spirits la prima cosa a cui si guarda è la ricerca di un prodotto unico e di qualità, allo stesso modo l’imbottigliamento e il packaging devono saper conquistare il gusto estetico del consumatore, ed essere in grado di raccontare, a prima vista, qualcosa di quel prodotto. In altre parole la forma non deve essere inferiore alla sostanza, ma anzi le due cose devo andare strettamente a braccetto.
Tra le tendenze che stanno sempre di più prendendo piede nelle aziende che si occupano della produzione di distillati vi è la scelta di un particolare packaging. Molti liquori artigianali, infatti, hanno scelto di presentare il proprio distillato nella bottiglia da farmacista. Una scelta che trasporta l’appassionato tra gli scaffali delle apoteche di una volta, con un sapore che attinge alla tradizione, ma capace di comunicare un messaggio unico attraverso personalizzazioni, etichette e tappi di pregio.
Ovviamente anche la preferenza della forma della bottiglia è sempre meno secondaria. Un’attenzione che da parte del produttore denota la volontà di trasmettere un messaggio specifico con la sua bottiglia.
Oggi è possibile scegliere tra la classica bottiglia a base tonda, oppure optare per un packaging più creativo, prediligendo quella con il fondo quadrato. In alternativa, è possibile orientarsi una variazione della bottiglia da farmacia di una volta, prendendo quella con un diametro più importante, spalla larga e l’imboccatura ad anello. Un’ulteriore possibile variante riguarda il colore del vetro, tra il classico trasparente o colorata, per rafforzare l’identità visiva del marchio.