Laura Boesso, co direttrice dell’Accademia delle professioni, racconta la filosofia del corso per diventare maestri distillatori
“Oggi il distillatore è un professionista versatile, un ibrido tra un chimico, un botanico, un artista e un imprenditore. Su questa base si innestano competenze nuove e altrettanto cruciali. La prima è una sensibilità sensoriale e creativa fuori dal comuneù” sostiene Laura Boesso, co direttrice dell’Accademia delle Professioni, da quindici anni impegnata nel mondo della formazione e che ospita il nuovo per il conseguimento della Certificazione Professionale di Distillatore.
“La nostra ambizione è coltivare i maestri distillatori di domani, partendo dal cuore pulsante della didattica: una micro-distilleria didattica completa e professionale. Il percorso si conclude la possibilità di stage formativi in aziende su tutto il territorio nazionale o anche all’estero, e una certificazione professionale riconosciuta in tutta l’Unione Europea secondo il quadro EQF”.
“La distillazione punta sulla qualità estrema e nuove modalità di consumo. Tra le sfide la prima è quella dei prodotti no-low-alcohol, una straordinaria opportunità creativa. Assistiamo, poi, a una polarizzazione verso l’alto, la cosiddetta “premiumization”. Il futuro è innegabilmente globale. Un distillatore oggi deve pensare oltre i confini nazionali. La nostra scommessa, come Accademia, è proprio quella di preparare i distillatori a navigare questa complessità”.
competenze trasversali e una capacità di guardare oltre i confini nazionali. Questo il profilo del nuovo distillatore

