Si è conclusa la quinta edizione del progetto ecologico voluto e supportato da Gin Mare: “Mare Mio”. Ed è stato un successo.
Da maggio a settembre, un team di marinai e sommozzatori ha effettuato oltre 60 uscite in mare e 8 immersioni mirate nelle acque più iconiche del Mediterraneo: Camogli, Portofino, Capri.
L’obiettivo dichiarato a primavera era restituire vita a ecosistemi soffocati da plastica, reti abbandonate e rifiuti invisibili. I numeri parlano da soli: 9 subacquei, scesi tra i 40 e i 55 metri di profondità, hanno rimosso 3 reti fantasma e la scocca arrugginita di un motorino.
E in totale, sono stati recupreati 1.504 kg di rifiuti. Grazie a Marevivo, Fondazione ambientalista con oltre quarant’anni di attività alle spalle, ogni rifiuto recuperato viene analizzato, catalogato e smaltito responsabilmente e ogni intervento è tracciabile.

ORA IL VERMOUTH DI TORINO HA IL SUO CONSORZIO
È arrivato a metà ottobre l’atteso riconoscimento del Consorzio di Tutela del Vermouth di Torino da parte del MASAF. Un traguardo fondamentale per il vino piemontese, aromatizzato con erbe e spezie e conosciuto in tutto il mondo.
Il Consorzio avrà quindi tutti i titoli per operare in modo da assicurare che il nome di questa Igp sia usato correttamente e non venga impiegato in modo ingannevole, combattendo le contraffazioni e la concorrenza sleale. A raccogliere i frutti del lavoro dell’ex Presidente Roberto Bava, e a dare ulteriore impulso anche alla promozione, sarà il neoeletto Bruno Malavasi, attualmente Master of Botanicals presso “Davide Campari Milano”.

CALA L’EXPORT DI LIQUORI MADE IN USA
A dirlo è un rapporto, datato 6 ottobre, del Distilled Spirits Council of the United States (DISCUS): le esportazioni di liquori distillati Usa sono calate del 9% su base annua nel secondo trimestre del ’25. “I cali sono stati particolarmente marcati verso i principali mercati di riferimento, tra cui Canada, Unione Europea, Giappone e Regno Unito: il 70% del valore totale dell’export americano”.
Chris Swonger, Presidente e CEO di Discus, ha ammesso “una crescente preoccupazione per il fatto che i consumatori internazionali scelgano sempre più spesso distillati di produzione locale o importati da Paesi diversi dagli Stati Uniti, segnalando un progressivo allontanamento dai marchi storici dei grandi spiriti americani”. Uno dei primi contraccolpi in risposta ai dazi di Trump?
