Come la figura del bartender sta guidando la rivoluzione culturale della mixology
Negli ultimi dieci anni la mixology ha vissuto una vera rivoluzione culturale: non più tendenza passeggera, ma una forma d’arte capace di plasmare gusti, consumi e immaginari. Autori privilegiati di questa trasformazione sono i bartender, veri e propri ambasciatori del distillato, che reinterpretano la tradizione con sensibilità contemporanea e una nuova attenzione alla sostenibilità e alla qualità delle materie prime. “Il ruolo del bartender è cambiato- afferma Dennis Zoppi, master distiller e fondatore della Zoppi Distillery– non è più un semplice esecutore, ma un interprete e narratore del prodotto; un vero e proprio comunicatore culturale, capace di creare connessioni tra prodotto e consumatore, traducendo un distillato in emozione e racconto”.

Parallelamente anche il ruolo del pubblico è cambiato: “è diventato più consapevole, curioso e informato, spinto dal desiderio di vivere esperienze di consumo autentiche e di qualità- prosegue Zoppi- per questo, accanto alla riscoperta dei grandi classici reinterpretati con tecniche moderne e ingredienti locali, si fa strada una nuova generazione di ricette identitarie, che rispecchiano il territorio e la sensibilità contemporanea: più equilibrio, più ricerca di autenticità e sostenibilità”.
La rivoluzione della mixology si esprime anche fuori dal bancone, nei grandi eventi e nelle fiere di settore, dove bartender, aziende del beverage e consumatori costruiscono un linguaggio comune. “Serve complementarità totale in tutto il settore: formazione sui prodotti, capacità di partnership, strategie condivise, progettualità e una comunicazione capace di creare sinergie – afferma Luca Pirola, fondatore di Bartender.it e ideatore di Mixology Experience, il format nato con l’obiettivo di portare professionalità e business matching all’interno del sistema beverage. – Fin dal 2006, come gruppo Bartender.it, non siamo mai stati amanti del ludico a tutti i costi o degli stand open bar per gli avventori. Abbiamo sempre preferito tasting consapevoli, seminari di approfondimento e un approccio professionale serio, che ha contribuito a far crescere l’intera comunità del bartending italiano”.
Ed è proprio nel dialogo tra chi il distillato lo crea e chi lo comunica che la mixology italiana trova la sua vera identità.
Oggi i bartender sono dei comunicatori culturali capaci di creare connessioni tra prodotto e consumatore

