Venezia, Roma e Milano raccontano come eventi e cocktail bar d’eccellenza stiano guidando il mercato del bere d’autore
Non c’è dubbio: la mixology si sta sempre più consacrando come motore strategico per il settore dell’ospitalità e della cultura del bere, capace di incidere su segmenti dell’economia come il turismo e la produzione stessa degli ingredienti del bartending, distillati in primis; basti pensare a come il panorama nazionale e internazionale della produzione di gin si sia trasformato nel giro di pochissimi anni.
Questa rivoluzione è stata accompagnata, se non addirittura favorita in molti casi, da tutti quei nuovi progetti di cocktail bar che, da un lato, hanno visto nell’ultimo decennio fiorire soprattutto speakeasy, spesso guidati da professionisti del bartending noti a livello internazionale, e che dall’altro, anche con format diversi, hanno portato il nostro Paese a vantare una presenza di ben quattro insegne nella World’s 50 Best Bar del 2025. Senza contare i sempre più frequenti e frequentati festival, concorsi di mixology e le settimane a tema.
In questa trasformazione Venezia, Roma e Milano rappresentano tre tappe complementari.
Con la Venice Cocktail Week, infatti, la Serenissima vede riunirsi il meglio della scena italiana e internazionale della mixology, che trasforma la città in un laboratorio di creatività liquida con una proposta di cocktail in edizione limitata nella suggestiva cornice di uno dei bar più cool di tutta la laguna, lo Skyline Rooftop Bar dell’Hilton Molino Stucky Venice.
A Roma è senza dubbio il Drink Kong ad aver ridefinito il concetto di cocktail bar contemporaneo. Fondato da Patrick Pistolesi, è oggi tra i migliori locali al mondo e si distingue per la sua filosofia minimalista espressa nella drink list Flux, che riduce tutto all’essenziale per esaltare ingredienti e tecnica. L’ambiente gioca un ruolo cruciale: luci basse, neon e sale tematiche evocano atmosfere metropolitane e orientali, trasformando la visita in un percorso multisensoriale.
A completare il triangolo di questo virtuale “Cocktail Bar” Grand Tour c’è Milano con Moebius, spazio poliedrico che fonde mixology, cucina e cultura in un ex magazzino tessile. Oltre 300 referenze, un bancone monumentale e la guida di Giovanni Allario ne fanno una destinazione globale. Il cocktail bar convive con bistrot, vinili e uno spazio sperimentale in cui la preparazione diventa spettacolo dal vivo.
Mixology d’autore e cocktail bar con concept definiti e accattivanti muovono e orientano le scelte e le richieste di un mercato sempre più attento e informato.

