Carla Da Porto: “C’è la tendenza ad approfondire la ricerca. È un’ottima strada, anche per ottenere distillati migliori”
“L’interesse dei giovani è costante”. La professoressa Carla Da Porto, riferimento dell’Università di Udine per gli spirits da circa 40 anni, guida i corsi Tecnologia delle bevande alcoliche e Tecnologia dei distillati di origine vitivinicola. “Tutti vorrebbero distillare bene e ottenere buoni prodotti. Pochi riescono a raggiungere l’obiettivo”, spiega, “Si pensa spesso alla distillazione come se si trattasse di fare il vino. Non è così: distillare è complesso. Le conoscenze per gestire adeguatamente un impianto sono consistenti. Ma qualcosa si muove”.
È questo il ruolo della formazione. “È un mondo in evoluzione. Alcuni lavori, fatti soprattutto dai cinesi, evidenziano novità nella miscela acqua-etanolo con risultati a livello sensoriale. Il futuro potrebbe essere ridurre l’alcol mantenendo le sensazioni cui il consumatore è abituato, con le tecnologie: ci sono, vanno solo applicate”.
“Vedo una tendenza ad approfondire di più la ricerca di base – conclude -. È un’ottima strada: forse ci permetterà di ottenere anche dei distillati migliori”.
“Si pensa spesso alla distillazione come se si trattasse di fare il vino. Non è così: distillare è complesso. Le conoscenze per gestire adeguatamente un impianto sono consistenti. Ma qualcosa si muove”
