Nuove mode, i cocktail analcolici e consumatori alla ricerca di nuove esperienze
C’è un’Italia del bere che sta cambiando pelle. Non è solo questione di gusti, ma di abitudini, di ritmi di vita, persino di valori. Il bar oggi è uno specchio di tutto questo: un luogo dove si mescolano non solo liquori e profumi, ma stili di consumo, generazioni e modi diversi di intendere il piacere.
Il rum, che attorno al 2008 aveva conosciuto il suo momento d’oro, è scivolato in fondo agli scaffali. Il whisky, amatissimo nel resto del mondo, in Italia non è mai riuscito davvero a conquistare un pubblico largo. A dettare la linea sono invece gli spiriti bianchi – gin su tutti – con la loro idea di freschezza e leggerezza. Segno di un bere più pulito, più agile, più consapevole.
A confermare che si tratta anche di una tendenza internazionale, arriva anche il Brands Report di Drinks International, la testata britannica che ogni anno fotografa le tendenze globali attraverso i dati raccolti da un centinaio tra i migliori bar del mondo.
Nel 2025 dominano gin, vodka e distillati d’agave, mentre il rum continua a perdere posizioni. Un quadro che racconta la frammentazione del mercato: meno grandi marchi, più produzioni artigianali, più curiosità. Anche la tequila, spinta dal segmento premium, si è guadagnata un posto fisso tra i protagonisti.

Nel frattempo, il Negroni resta saldo in vetta alla classifica dei cocktail più richiesti, seguito da Old Fashioned e Margarita. Un segno di continuità in un panorama che però cambia sottotraccia.
E la trasformazione più evidente è forse quella del non alcolico.
Fino a pochi anni fa non esisteva davvero un’offerta strutturata: oggi è un mercato a parte, con drink complessi, costruiti con la stessa cura di quelli tradizionali. Complici diversi fattori: la crescente presenza di clienti asiatici, spesso poco inclini al consumo di alcol, le nuove regole sulla guida e una sensibilità diffusa verso salute e benessere.
“Il non alcolico ormai è una realtà imprescindibile- spiega Giovanni Allario, bar manager di Moebius e Lubna- Non lo facciamo per moda, ma per inclusione”.
Così, tra nuove leggi, clienti più attenti e una curiosità che non si ferma, il bar italiano si fa laboratorio e teatro insieme. Un luogo dove le tendenze passano dal bicchiere, ma raccontano molto di più: un modo nuovo di stare al mondo.
