Con difficoltà, anche il mondo della grappa si ritaglia il suo spazio sulle piattaforme social
Rispetto al vino, il mondo della grappa è un passo indietro per quanto riguarda la comunicazione. Ne parliamo con Francesca Nonino, VI^ generazione di grappa Nonino e nota come l’Influencer della grappa.
Come hai fatto a trovare un tuo stile per avvicinare il grande pubblico alla grappa?
“È stato un percorso naturale, di studio e ricerca. Ho pensato di mettermi in prima persona a raccontare dettagli e particolarità di questo prodotto con un linguaggio adatto ai canali che stavo utilizzando. Voglio riuscire a creare una cultura della grappa.
Oggi uso tantissimo LinkedIn perché è un social per professionisti e persone adulte, con cui posso parlare di bere responsabilmente. Credo che in futuro, quando mi sarà possibile targettizzare la mia comunicazione solo sui maggiorenni, sbarcherò anche su Tik Tok”.
Quali sono le categorie più difficili da avvicinare?
Più che di categorie, parlerei di persone che hanno avuto brutte esperienze. Ancora oggi in troppi ristoranti la grappa è considerata solo come il distillato da prezzo da regalare ai clienti a fine pasto. Spesso queste grappe sono ottenute con distillazione con metodo industriale e sono aggressive. Chi beve questi distillati come prima esperienza con la grappa rimane scottato”.
