Per Bellanca tornano di moda i liquori, mentre faticano i nuovi prodotti
Con Federico Silvio Bellanca, penna esperta di distillati, parliamo del mercato all’estero.
Come vanno i distillati italiani all’estero?
“L’Italia è nel mezzo del boom dei Craft Spirits globale, ma i nuovi prodotti sono territoriali e faticano a trovare spazio se non legati a località celebri. La grappa tenta la via della miscelazione, ma il prodotto più ricercato è il limoncello, legato alla ristorazione. Restiamo leader nella produzione di materie prime di qualità, come il ginepro o gli agrumi”.
Quali sono i distillati più apprezzati?
“Più dei distillati, questo è il momento dei liquori: vanno benissimo gli amari e i bitter, di cui il nostro paese è inventore e principale produttore globale. Si cercano sempre più i piccoli produttori di nicchia. Ad esempio l’Amaro Santoni, il Rosolio di Bergamotto Italicus e l’Amaretto Adriatico, prodotti con radici antiche, ma che oggi sono amati in tutto il mondo”.
Cosa potrebbe fare l’Italia per migliorare le esportazioni?
“Puntare su quello che rende unico il nostro paese: la distilleria Chiantigiana Winestillery usa come alcool di base quello distillato dal Sangiovese, e lo unisce con botaniche locali, portando così nel bicchiere il concetto di terroir”.
“Lo storytelling sincero sarà la chiave dell’espansione”
Federico Silvio Bellanca
